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Esami Federali 2010

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Torino 17/18 aprile. Parafrasando Armstrong si potrebbe dire che sabato 17 aprile 2010 c’è stato un piccolo passo di un uomo ma un balzo enorme per il Viet Vo Dao....

Mi sto riferendo, naturalmente, all’esame per 1° Dang che ha visto come protagonisti, tra gli altri, Francesco Giacca, Mattia Valenta e il sottoscritto.

Non soffermiamoci troppo sulla direzione del balzo della nostra Arte Marziale, se verso avanti o, come sostiene qualcuno (vero Marco?), verso il baratro e l’autodistruzione.

Ma andiamo con ordine.

A differenza di tutte le altre manifestazioni, stavolta l’ora della partenza è stata fissata per le sei di sera, questo mi ha permesso di prepararmi le cose con calme, farmi una bella pennica e, come da tradizione prima di ogni esame, guardarmi 300.

Per noi poter partire così tardi è più raro che vedere un musulmano con una fetta di salame in mano.

Tanto per rendere la cosa più piacevole, la mia schiena (ridotta peggio dei sobborghi di Baghdad), ha pensato bene di svegliarsi la mattina con una bella contrattura sotto la scapola, di quelle che non ti fanno neanche respirare, ma dov’è il problema, tanto il giorno dopo avrei dovuto fare solo l’esame da 1° Dang!

Con il calendario in mano per essere sicuro di non scordarmi qualche santo, mi sono ritrovato con Vigo e la ragazza (lo so, ma tranquilli, non è un errore ortografico, E’ TUTTO VERO!), e insieme siamo andati a prendere Beppe e i Maestri Foschi e Ravarro.

Avevo entrambi i Maestri in auto, e per i primi chilometri ho viaggiato con il terrore che mi interrogassero per vedere se ero preparato in teoria.

Quando mi sono reso conto che il viaggio, da questo punto di vista, sarebbe stato tranquillo, mi sono concentrato sulla cosa più importante della serata: MANGIARE!

Dato che il giorno successivo mi aspettava un impegno importantissimo dovevo stare attento a cosa consumare a tavola, e ho scelto con oculatezza:

pasta al ragù di cinghiale, costata con patate e torta alle fragole.

Non c’è niente da fare, il mio fisico non è abituato alla verdura, mica sono una pecora.

Per farla breve dopo qualche ora di viaggio siamo arrivati a destinazione.

Una volta in camera, composta da me, Tomas e Beppe, che, quest’ultimo, quando siamo entrati nella stanza vedendo i tre letti se n’è uscito con la battuta “ma cos’è la stanza di Biancaneve?”, ora, le cose sono 3: o da piccolo gli hanno raccontato le favole sotto l’effetto di stupefacenti, o, a causa della crisi i nani si sono dovuti vendere quattro letti, o per Biancaneve intende quella da inalare; vabbè fate voi!

Comunque, dicevo, una volta a letto, vista la tensione per il giorno dopo, ci ho messo quasi 30 secondi per addormentarmi dove mi sono goduto Beppe che doppiava Jurassic Park e Tomas che russava come un trattore, è come una cornamusa, piccolo, tondo ma suona che è un piacere.

La mattina successiva, dopo una lauta colazione e un breve ma intenso confronto con Madre Natura, siamo partiti alla volta del palazzetto per fare l’esame.

La tensione cominciava a farsi sentire, si è partiti come di consueto con la teoria, nella fattispecie il tema.

Con ancora nelle orecchie le parole dette a Beppe la sera prima, e cioè che fra tutti, il titolo che in assoluto volevo evitare era quello sul “vivere il Viet Vo Dao, la nutrizione, il sonno, ecc.”, mi avviai, quindi, a pescare il numero associato al titolo del tema che avrei dovuto svolgere e, come nelle migliori tradizioni fantozziane, indovinate che tema mi è uscito?

Già! Quando uno nasce con la camicia!

Comunque, qualcosa si è scritto e la teoria è andata abbastanza bene, anche se, al momento dell’interrogazione orale, quando mi è stato chiesto della nutrizione, ho avuto il barbaro coraggio di dire che sarebbe meglio avere una dieta vegetariana!

IO!!! Userei l’estratto di pancetta come deodorante!

Che si fa per un buon voto.

Sperando che sta cosa passi inosservata e che domani il Maestro non mi usi come tavoletta per le rotture, andiamo oltre.

Dopo la mattinata, interamente dedicata alla teoria e all’esame delle quarte strisce, siamo arrivati al pomeriggio dove è arrivato il nostro turno.

Devo ammettere che ero leggermente teso, beh forse un po’ più che leggermente teso, diciamo che ad un certo punto mi sono ritrovato a camminare avanti e indietro, a parlare da solo e a ripassarmi a mente gli esercizi.

Diciamo pure che se non mi avessero dato la cintura da 1° Dang mi avrebbero dato una bella camicia di forza.

Ma bando alle ciance, e si comincia!

Via con i fondamentali e i chien luoc, penso venuti anche bene anche se fatti in apnea, mi sembravo Majorca.

Poi siamo passati alla forma ma la mia tensione non accennava a diminuire e per questo voglio ringraziare Marco Bao che ha provato a scherzare un po’ con me per farmi rilassare ma quel giorno non era proprio cosa.

Fino alle forme devo dire che siamo andati bene sia io che Francesco e Mattia, ma una volta passati ai song luyen, loro due hanno preso il volo, un po’ per i problemi di schiena e un po’ per la mia proverbiale agilità, paragonabile a quella di una scogliera, le proiezioni sono il mio tallone d’Achille.

Qualcuno potrebbe pure insinuare che queste non sono le uniche cose che mi vengono male, e a meno che Achille non fosse un quadrupede, non mi bastava un tallone per catalogare i miei difetti, ma non voglio dare retta alle malelingue, vero Carlo? Poi in palestra mi fai 20 flessioni perché leggendo queste parole sicuro che qualche battuta hai fatto!

Siamo venuti, infine, agli ultimi due impegni, il combattimento e le tanto famigerate rotture; per il quanto riguarda il primo, l’ho fatto con Nicola Giulivo, e secondo me i Maestri si sono divertiti, almeno si è tirato un po’.

Per quanto riguarda le rotture, invece, è una storia diversa, ci sono andato quasi tranquillo, forse troppo, le tavolette erano molto fragili e ho erroneamente pensato che sarebbe stato uno scherzo romperle.

Ma come ha detto Denis a Franz poco prima, non bisogna mai sottovalutare il proprio avversario; infatti parto con il circolare in volo, sbaglio la rincorsa e la tavoletta, naturalmente, non si rompe!

E no! A me no! Mi sono detto.

Dopodichè riparto con il secondo tentativo e gli tiro dentro con tutta la forza che ho, penso che la metà che è volata via ancora la stanno cercando, poi la seconda e la terza rottura sono andate via facile.

Lo stesso vale per i miei compagni di avventura, tutte le tavolette rotte senza problemi.

Insomma, l’esame è andato più che bene per quel che mi riguarda, e a tal proposito devo ringraziare assolutamente Dario, il mio compagno.

Benchè non abbia fatto l’esame, è rimasto al mio fianco e si è allenato sempre con costanza ed impegno, facendomi da spalla sia ai pre-esami che all’esame stesso.

Ha avuto nei miei confronti un comportamento ineccepibile, e per questo non posso far altro che ringraziarlo e indicarlo come esempio di volontà e rispetto verso gli altri, pizza e birra pagati!

La sera per festeggiare abbiamo dato libero sfogo al vino, e questo lo stiamo ancora pagando, vero Beppe?

Comunque la cena di gala è filata via liscia, l’unico dubbio c’è stato su un antipasto di lieve ispirazione fallica che, naturalmente, non ho potuto fare a meno di sottolinearlo con la classe e lo stile che mi contraddistingue, sgrullandolo sul piatto.

Quando i fumi dell’alcool fanno effetto, sapete com’è!

Vabbè ma lasciamo perdere e veniamo al giorno dopo, alla cerimonia di investitura, che ha visto come protagonista Francesco Giacca, che, prendendo la nomina, è stato rivestito del grado direttamente dal Maestro Viet.

Bravo sia lui che Mattia, arrivato ad un soffio dalla nomina, solo 5 centesimi, ma in una giornata come questa siamo tutti vincitori, usciti da anni di fatiche e sudore, le classiche lacrime e sangue, soprattutto le prime, visto che durante la premiazione Franz mi chiama, mi indica Mattia e vedo le guance segnate dalle lacrime, al che mi sono chiesto se mentre si inginocchiava si fosse schiacciato un testicolo, e invece no, era tutta commozione.

Non contenti, una volta finita la cerimonia, si sono uniti a lui Francesco e la Michela!

Mò mi direte, ma la Michela che c’entra? E io che ne so?

Sarà che essendo donna come succede qualcosa di particolare si mette a piangere, mancava la De Filippi e una busta gigante tra loro e la cintura di 1° Dang!

Che tristezza!!!

Vabbè, una volta che i nostri sensibili amici si sono ricomposti, è stato il momento delle dimostrazioni, dei saluti e della ripartenza verso Treviso.

Il succo di questo fine settimana è chiuso tutto nelle loro lacrime, solo queste riescono a spiegare l’impegno, la soddisfazione e la sofferenza che si provano nel raggiungere questo traguardo, sentimenti che si traducono in una gioia immensa.

Se state pensando “ecco, allora si è commosso anche lui!”, no, lo stavo dicendo per giustificare le signorine sopra citate, credevate voi!

A parte tutto è stata un’esperienza splendida, e non dico solo dell’esame in sé, ma della strada che ho fatto per raggiungerlo (non sto parlando della A4 naturalmente).

Per questo devo ringraziare il mio Maestro Foschi, è grazie ai suoi insegnamenti, osservazioni, rimproveri e indicazioni che sono riuscito ad arrivare a questo punto ed è veramente una grande soddisfazione.

Devo estendere questi ringraziamenti anche, come detto prima, a Dario per il suo impegno e disponibilità, ai miei compagni di avventura, Franz e Mattia, a Beppe, Denis, Michela, Vigo, Pino e Marica, sempre pronti ad aiutarmi e a darmi consigli, ma anche a tutti gli altri che non sto qui a citare ma vanno dal grado più alto all’ultima delle Bianche (Carlo!), no scherzo.

A tutti coloro che, con il loro spirito e la loro presenza, rendono la palestra il luogo piacevole che è, dove uno si può venire ad allenare e a divertirsi come di rado ho visto.

Un grazie a tutti insomma, e cercate di non farmi troppo male al tunnel o poi mi VENDICO!

 

P.S.: per quanto riguarda le frasi celebri tanto care a Carlo, ero troppo impegnato per ricordarmele, ce n’è solo una che non posso dimenticare:

 

-          PAURA!


Paolo Cortix C.nera 1° Dang

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