Biografia M° Bao Lan

Stampa
PDF
Biografia M° Bao Lan
altIl Maestro Bao Lan nasce a Quang Tri, in Vietnam, il 5 marzo 1954, discendente dell’undicesimo figlio dell’imperatore vietnamita Bao Dai. Questa discendenza da a Bao Lan l’amore per la letteratura e la poesia, infatti il suo antenato era noto per la grande... ...bravura di poeta, tanto che lo paragonavano ai letterati della dinastia Cinese Yang. Sicuramente l’amore per le arti marziali gli viene dal nonno materno, grande generale che combattè i francesi durante la loro dominazione dell’Indocina. La mamma di Bao Lan se lo ricorda mentre allenava le sue truppe, alla luce della luna, con i bambù. Quando però, i francesi fecero irruzione nel villaggio catturarono e fucilarono il generale come capo villaggio ribelle. Per questo la mamma di Bao Lan non ha mai incoraggiato i figli a praticare le arti marziali. Anzi! Per un po’ li ha tenuti tranquilli mandandoli nei monasteri, ma la cosa non è durata. Il fratello d Bao Lan ha resistito 3 mesi, Bao Lan stesso, addirittura sei! All’età di 8 anni si iscrive di nascosto a un corso di Taekwon-Do. La mamma non vuole perché pensa che il figlio abbia un carattere troppo agitato e teme che la pratica delle arti marziali accentui questo aspetto. Allora Bao Lan presenta il certificato del fratello maggiore e si iscrive pensando: “intanto vado, poi quando sarò avanti nel corso, prenderanno atto e mi lasceranno continuare…”. È vero che torna a casa con le nocche spellate ma alla fine la mamma vede che praticare non accentua il carattere agitato, anzi, al contrario, per cui lo fa continuare.Come molti bambini di costituzione minuta la speranza di Bao Lan era che l’arte marziale lo aiutasse a contrastare gli attacchi dei più grandi; in realtà non era così e continuava a prenderle. Allora provò con il judo, dove però le cose non cambiarono un granchè. A questo proposito raccontra che andò a chiedere al maestro di Judo: “Maestro, ma se è vero che il Judo è la via della cedevolezza, perché il piccolo non riesce a battere il più grande?” Il Maestro rispose:” E’ vero, il piccolo può battere il grande, solo se il grande non conosce anche lui il Judo! L’incontro con il Viet Vo Dao avviene quando la scuola promuove i corsi come attività scolastica. Si iscrive e inizia a praticare e inizia a praticare Viet Vo Dao a scuola e ad allenarsi al Taekwon-Do di pomeriggio, non a casa ma nella caserma dove il padre era comandante, con i soldati che oviamente si allenavano privilegiando l’autodifesa alla pratica delle forme, per cui prende la cintura nera dopo solo due anni. In Italia Bao Lan arrivò per caso. Dopo aver preso la maturità scientifica, ottiene la borsa di studio per andare all’estero. Aveva una cugina negli Stati Uniti che si stava interessando per spedirgli i certificati necessari per andare in America, ma i documenti non arrivavano e nel frattempo scadeva il termine per la chiamata alle armi. Era urgente trovare un Paese straniero in cui andare a studiare per cui si mise in cerca di un’alternativa e facendo avanti e indietro lungo la strada delle ambasciate di Saigon, si fermò davanti a una bandiera tricolore che lo ispirava: non era quello francese, ma era il tricolore italiano ed entrò a chiedere informazioni. Lo accolsero benissimo perché molti chiedevano il visto per l’Italia e in pochi giorni potè partire. Dopo tre mesi che era in Italia arrivarono i documenti per gli Stati Uniti, ma ormai si era innamorato del nostro paese e decise di restare. L’Italia gli piaceva moltissimo. L’unico difetto era che non erano diffuse le arti marziali. In effetti aveva promesso alla mamma che non avrebbe insegnato il VVD e infatti aveva lasciato tutto a casa: kimono, tessere ecc. e si allenava nel cortile per conto suo pensando:” rimango 4 anni al’estero , poi torno e ricomincio Giocava a calcio con una squadra giovanile a Santa Giustina e u giorno, alla mensa Fusinato dove si trovavano a pranzare nasce una rissa tra un gruppo di ragazzi anch’essi stranieri e uno dei suoi amici vietnamiti. Bao Lan esce per calmare gli animi, ma si ritrova coinvolto anche lui e allora si difende e ha la meglio. I suoi amici vedendo quella serie di calci in volo, colpi e parate lo convincono ad iniziare ad allenarli. Il Parroco di Santa Giustina da loro l’uso di una cantina e così iniziano le lezioni. Al principio sono in 8-10 ma poi gli allievi aumentano, chi porta un amico, chi porta la fidanzata e decidono di cercare una vera palestra.Per un anno e mezzo Bao Lan insegna il Taekwon-Do fino a che un amico gli fa leggere un articolo di una rivista di karate dove si invitavano i praticanti di VVD a mettersi in contatto con la Federazione Francese, guidata dal Maestro Phang Hoang, unica abilitata in Europa a diffondere l’arte marziale vietnamita. Bao Lan scrive a Phang Hoang esprimendo il desiderio di diventare suo allievo ed è accettato. Era il 1975 quando Bao Lan incontra Phang Hoang e quelli che poi sono diventati i Maestri insieme a lui: Nguyen Thien Chin, Nguyen Van Viet Tran Viet Tung. L’incontro con il Viet Tai Chi. Bao lan ha sempre guardato con interesse gli altri stili delle arti marziali, quando era giovane il Tai Chi come troppo lente ma col passare degli anni e grazie al M° Phang Hoang ha potuto apprezzare anche gli stili interni.Quando nel 1990 il M° Phang Hoang chiama i suoi allievi per uno stage in Canada, tutti vanno pensando di praticare VVD ed invece quello era uno stage di VTC. Si ritrovano a meditare e fare esercizi di respirazione per ore. Se fosse stato solo per lui non avrebbe iniziato ma fiducia nel proprio Maestro e la dedizione ai suoi insegnamenti erano tali per cui ha provato; gli è piaciuto e così ha iniziato. Ha portato il VTC in Italia, cominciando ad insegnarlo ad allievi di VVD e la cosa ha avuto subito grande successo. Nello stesso anno va in Viet Nam e conosce una grande Maestra Man Nhi che ancora di più lo appassiona al VTC. Evidentemente era il momento giusto, e Bao Lan godeva della giusta maturità per apprezzare e capire il calore di questa occasione.I viaggi in Viet Nam. Fedele al suo “Vo Danh” (nome d’arte), che è Kim Long (drago d’oro), sinonimo di nobiltà, forza e elevazione, il Maestro Bao Lan ogni anno torna in patria per continuare lo studio delle arti marziali tradizionali, del combattimento e della medicina tradizionale. Quando ha ricominciato ad andare in Vietnam per molti anni il Maestro Bao Lan ha tentato di riscoprire un paese che era diventato un mistero. Dopo tanti cambiamenti, tutto era diverso, dalle scuole alla vita quotidiana. Anche l’insegnamento delle arti marziali è cambiato: ora le scuole non sono più nascoste in un cortile ma sono in piazza. In ogni parco ad ogni angolo c’è un Maestro che insegna uno stile. C’è però un ostacolo per chi viene dall’occidente con l’intenzione di imparare dai Maestri vietnamiti. Infatti cè grande diffidenza sia nei confronti di Maestri occidentali che dei vietnamiti che ritornano, perché pensano che in occidente siano superficiali. Quindi è difficile che decidano di insegnare le loro tecniche segrete. Bao Lan ha impiegato molti anni per riallacciare i rapporti e scavalcare il muro di diffidenza. Ha conosciuto i più grandi Maestri in Vietnam, tra cui la Maestra Hue, e ha contatti con la federazione di Saigon, di Hanoi ed è ora molto conosciuto e apprezzato, tanto che dal Vietnam i Maestri hanno cominciato a venire a trovare noi, allievi occidentali e noi sappiamo che siamo ben accetti se decidiamo di andarli a trovare. E questo grazie al lavoro paziente del M° Bao Lan.
Attualmente il M° Bao Lan è esperto Internazionale 7° Dang; membro della Federazione Internazionale e del consiglio dei Maestri del Viet Vo Dao; Direttore tecnico delle regioni Veneto e Lombardia; Presidente onorario della Federazione Viet Boxing Italia; Presidente e Direttore tecnico della Federazione Viet Tai Chi Italia. Tratto da ABChi trimestrale d'informazione VTC Italia

GTranslate

English French German Italian Portuguese Russian Spanish

Universo del VVD

ShinyStat