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19 Giugno 2009
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| Diario di uno stage nazionale |
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Pesaro, 5-6-7 giugno 2009. Gli amanti del Viet Vo Dao in Italia celebrano il terzo, nonché conclusivo, appuntamento accademico dell’anno: lo stage estivo. Su incarico della Federazione...
...Viet Vo Dao Italia, l’Associazione VVD Veneto ha deciso quest’anno di cambiare la location dello stage per spostarsi un po’ più a sud sulla riviera adriatica. A disposizione dei numerosi appassionati accorsi nelle Marche c’era niente di meno che l’affascinante Adriatic Arena della Scavolini Pesaro, un tempio di sport e passione che non poteva non accogliere un evento così suggestivo. Faceva un po’ strano, a dire il vero, vedere un bel gruppo di persone, di nero vestite, correre intorno al palazzetto dove, durante l’anno, gli appassionati di basket si riuniscono per seguire la propria squadra, così come faceva un effetto differente non vedere giocatori di pallacanestro sotto i riflettori, bensì sapienti maestri di un’arte marziale così antica ed i loro attentissimi allievi. Ed è proprio questo uno dei meriti di appuntamenti come questi: far crescere il movimento delle arti marziali vietnamite in Italia, dargli lustro e concedergli i giusti spazi.
Come ogni anno l’evento consisteva di due avvenimenti principali: gli esami nazionali per conseguire i gradi di cintura nera e gradi superiori (il venerdì pomeriggio) con annessi giuramento e cerimonia di consegna e vestizione (il sabato pomeriggio dopo lo stage) e lo stage vero e proprio, sotto la guida dei maestri nazionali (M° Nguyen Van Viet –direttore tecnico nazionale e regione Lazio- ; M° Bao Lan – direttore tecnico regioni Veneto e Lombardi- ; M° Nguyen Thien Chin –direttore tecnico regione Piemonte) con la prestigiosa presenza del M° Tran Viet Tung dalla Germania e del M° Do Long dalla Francia. Uno stage che si è sviluppato, come al solito, in 3 allenamenti (due al sabato e uno alla domenica) e, per il primo anno (segno della modernizzazione che il Viet Vo Dao sta cercando di intraprendere pur mantenendo fermi i suoi valori e principi millenari), ha avuto luogo dividendo i partecipanti non solo in base al grado, ma anche distinguendo tra “insegnanti” e semplici cinture nere e dang. Proprio coloro i quali hanno affrontato, durante l’anno accademico appena finito, il nuovo corso per insegnanti hanno potuto partecipare a interessanti lezioni teoriche e pratiche, quasi seminariali, su aspetti generali e concreti, come l’autodifesa o la filosofia. Il resto dei praticanti ha potuto invece apprendere nuove tecniche dai maestri che si sono avvicendanti fra i vari gruppi, infondendo la loro sapienza e preparazione nella mente degli appassionati accorsi da tutt’Italia e non solo. Non sono, quindi, mancati gli immancabili Queyen (le forme), tecniche di difesa ed, addirittura, lo studio degli stili degli animali.



