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15 Giugno 2009
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| Stage nazionale a Pesaro |
| 2° Parte |
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Stage nazionale a Pesaro
Spinto da un istintivo pensiero pirandelliano, mi ritrovo a propormi come volontario, obbligato dalla mia coscienza soprannominata PAOLONE, a scrivere l'articolo su quanto accaduto il primo week-end di Giugno...
Inizio citando l’ora e i gruppi della mia partenza: ore 19.00 prima macchina: Denis, Michela, Rachele e Francesca; seconda macchina Fausto, Sabrina e Io e nella terza Danilo e Giada. Come fare a non divertirsi sapendo che oltre a noi c’era tutta la combriccola pronti ad aspettarci a Pesaro per il consueto appuntamento per lo stage estivo? Direi impossibile.
Durante il viaggio pensavo a cosa ci avrebbero insegnato in questi due giorni: una forma? Difese personali? Strane tecniche? Solo il tempo poteva dircelo, o il Maestro Foschi se lo sapeva!
Qualche ora di macchina, un paio di soste perché Denis doveva fumare e le ragazze fare “plin plin”, e finalmente raggiungemmo la meta.
Al bar dell'albergo i nostri amici ci stavano aspettando con ansia; Francesco V. e Marica avevano fatto brillantemente l'esame per primo Dang. Qualche birra e poi passeggiata sul lungomare.
Era pieno di gente e ogni tanto si incrociava qualche personaggio che avremmo visto il giorno dopo in palestra.
Ultima birra e poi dritti a riposarci. Il giorno dopo avremmo avuto bisogno di molte energie.
La sveglia fu traumatica, anche perché la prima cosa che vidi quando aprii gli occhi fu Fausto che mi disse: Aò? Te te vò sveja?
A colazione ci riempimmo di tutto quello che trovammo nel buffet. Poi kimono in spalla siamo partiti alla ricerca del palazzetto. Era troppo semplice chiedere l'indirizzo, quindi siamo andati quasi allo sbaraglio.
Da fuori il palazzetto sembrava immenso e da dentro lo era ancora di più, ma la lezione stava iniziando quindi tutti in riga per il saluto davanti ai Maestri Bao Lan, Viet e Chinh e altri due maestri stranieri: della Federazione Viet Vo Dao Germania il Maestro Tung e della Federazione Viet Vo Dao Francia Maestro Do Long.
Alcuni, spericolati decisero di fare la famosa corsa con il Maestro Viet e al loro ritorno erano tutti spompati e stanchi tranne il Maestro: MAH!
Noi invece decidemmo di fare il riscaldamento classico per poi dividerci per grado e iniziare lo stage. Da noi venne il Maestro Bao Lan a farci apprendere tecniche di difesa, attacco e innumerevoli esercizi per le posizioni. Gli esercizi erano tutti a coppie e per spiegarli ha utilizzato la cintura bianca più affascinate cioè ME!
E così tra parate e pugni medi finì la prima mattina di stage. Il ritorno fu più traumatico dell'andata, ma per fortuna avevamo la nostra navigatrice Sabrina che volendo ci avrebbe portato direttamente dal Maestro Dong Vu in Vietnam.
Un sostanzioso pranzo in albergo era quello che ci voleva prima di fare, come da programma, il ristoro balneare. In spiaggia abbiamo fatto il macello, soprattutto Francesco G. ed io, che come dei cani correvamo su e giù per il bagnasciuga tirandoci la palla. Altri del nostro gruppo scelsero il totale relax, Sabrina, Fausto e Michela non si schiodarono dall'asciugamano e chiacchierarono per ore, allietati dal ronfare della Giada che russava come un mastino!
Il relax non poteva durare ancora per molto, infatti, il momento di tornare in palestra arrivò senza che potessimo accorgercene. Sbagliando strada per la terza volta arrivammo al palazzetto. Dopo l'intenso riscaldamento del maestro Tung da noi, povere cinture bianche e prime strisce, venne il Maestro Chinh. Non avevo mai avuto occasione di sentirlo parlare, ma appena iniziò a spiegarci la forma, recuperò subito i minuti di silenzio precedenti. La forma era molto bella soprattutto perché c'erano molti calci e qualche accenno di posizioni della Tigre, ma senza neanche accorgercene il pomeriggio era ormai finito. Tornati in albergo, sbagliando di nuovo strada, dopo la doccia osservai che il 70 % del mio corpo si stava coprendo di ematomi.
In sala da pranzo non ci accorgevamo neanche di quello che c'era nel piatto, ma ingurgitavamo come bovini da ingrasso tutto quello che avevamo davanti e, per il piacere di Fausto che dormiva con me, 4 porzioni di fagioli non me li tolse nessuno!
La sera ovviamente festone in giro per Pesaro. Io, Fausto, Francesco V. e G. Michela, Davide, Giada, Sabrina, Rachele e Francesca andavamo a caccia di musica e divertimento. Io e Francesco G. anche di birra! Allora pensai che: mattino in palestra ad allenarci, pomeriggio mare spiaggia e ancora Viet Vo Dao, sera divertimento con gli amici... Ero in paradiso!
Ma la stanchezza iniziò a farsi sentire così, ancora contenti per la quantità di emozioni avvenute durante il giorno, siamo andati a coricarci a letto.


