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18 Febbraio 2009
Stage Montreal 1992
Alla scoperta del Viet Tai Chi. E' passato molto tempo da allora ma proverò a raccontare quel che mi ricordo di questa meravigliosa e....
Arriviamo a Montreal proprio nei giorni del Cinquecentenario della scoperta dell'America e ci accoglie un clima generale di festa e allegria fatto di concerti, spettacoli nelle strade e di gente che si aggira felice per la città che si trova insolitamente graziata da giornate di sole e tepore. Ci fermiamo pochi giorni in attesa di maestri e altri allievi provenienti da altre città d'Italia e Francia e poi una volta formato il gruppo partenza per l'università di Sherbrook ubicata nell'omonima cittadina spersa in mezzo a boschi di aceri e verdi colline.
Il programma che ci aspetta durante tutta la settimana è intenso: allenamenti alla mattina e al pomeriggio, alla sera conferenze su grandi temi della vita e su come va il mondo e poi compiti, cioè relazioni scritte su ciò che si è fatto, detto e vissuto dando libera espressione ad immagini, emozioni e riflessioni anche in versione poetica o grafica, tutto è concesso. L'obiettivo è la realizzazione di un giornalino che testimoni la quotidiana esperienza dei partecipanti al gruppo di studio.
Il Maestro Phan Hoang ci conduce con grande pazienza e chiarezza lungo i meandri della sua creazione mostrando aspetti molteplici e trasversali dei suoi insegnamenti: si parte dall'apprendimento delle sequenze e di ogni movimento ne illustra la bellezza e la precisione, il significato energetico, filosofico, marziale ed educativo. Il nostro compito è quello di riuscire a cogliere, vivere e, eventualmente in futuro, trasmettere quello che può aiutare l'uomo a migliorare se stesso e l'umanità. Dette così sembrano grandi parole ma il messaggio è chiaro sin dal primo allenamento con l'apprendimento del saluto semplice.
Come istruttore di VVD non mi è così difficile apprendere i nuovi movimenti ma la vera difficoltà e novità sta nella modalità che presuppone muoversi con lentezza, ascolto, attenzione al respiro, percezione consapevole di quello che sto facendo. Quello che mi sembra suggerire il Maestro attraverso il suo insegnamento è che questo tipo di allenamento può portare il mio corpo, la mia mente e il mio spirito ad esperire nuove potenzialità assopite che mi appartengono e ancora non so di possedere, potenzialità che possono rendere la mia vita più serena, armoniosa, capace di esprimere e comprendere il mio talento. Se applico queste nuove modalità e conoscenze il movimento acquisisce un valore altro, una ricchezza, una qualità. Ma non solo il gesto della forma del VTC, anche il gesto quotidiano, dell'alzarsi, del sedersi, del vestirsi, del mangiare, del vivere, può acquisire tale maestria.
Per riuscire a trasmettere la profondità dei suoi insegnamenti il M° Phan Hoang non ci tiene solo in palestra a fare pratica e teoria ma durante la settimana abbiamo varie occasioni anche molto divertenti. Tra queste le più emozionanti sono gli allenamenti all'esterno nei prati del college, anche in forma di gioco ad occhi bendati, la realizzazione di murales sul VTC nel sottopasso di uno stradone, la meditazione serale sul silenzio e la visita alla pagoda vietnamita gestita da persone anziane con allenamento e cerimonia del te.
In tutte queste occasioni lo spirito di amicizia, condivisione e umanità che il Maestro vuole imprimere nei nostri cuori nonostante le diversità culturali e di provenienza ha il sopravvento sullo spirito competitivo e la rivalità insita dei giochi diviene scambio agevole e fruttuoso.
Ripensare all'esperienza di quei giorni crea in me un susseguirsi di immagini e pensieri che trovo difficile esprimere in parole perchè non bastano a trasmettere la ricchezza e la forza del momento. Quello che posso dire è che dopo l'esperienza di questo lungo seminario con il M° Phan Hoang in qualità di istruttrice donna ho vinto la mia timidezza e nel gennaio del 1993 ho iniziato a insegnare VVD e grazie anche alla determinazione e fiducia del M° Bao Lan ancora oggi collaboro alla crescita del VTC in Italia.



