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VIETNAM Cultura Tradizioni Le Scuole Marziali |
Vietnam 1997
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Arrivare in Viet Nam nel 1997 fu una vera impresa, a causa della nebbia infatti, ci furono ritardi aerei già in partenza con conseguente perdita delle coincidenze dei voli successivi, alla fine comunque con un giorno di ritardo arrivammo al tanto atteso aeroporto di Saigon. Ma non fu un buongiorno ad attenderci purtroppo, ( come si dice, le cose quando male iniziano…….) dopo 30 minuti di fila alla dogana trovammo un vietnamita che ci restituì i passaporti scuotendo la testa in senso negativo; ci guardammo stupiti non capendo ciò che con il suo vietnamita stesse dicendo. Alla fine dopo 10 minuti di tentata conversazione tra lui e altri vietnamiti interpellati capimmo che il visto che l’agenzia viaggi italiana ci aveva fatto era errato. Dovevamo riprendere immediatamente la sera stessa l’aereo e tornare in Thailandia dove avremo potuto rifare il visto, altrimenti se non lo avessimo fatto le manette era ciò che ci aspettava. Arrivammo a Bangkoc la sera stessa , per la prima volta una metropoli tutta luci e grattacieli si presentava ai nostri occhi, SILOM ROAD la via dei turisti, dei palazzi e alberghi più lussuosi era ormai la ad accecarci con le sue insegne luminose ed il suo popolo notturno e diurno che non smette mai di girare. Non ci dispiaque passare la quei 3 giorni , approfittammo per visitare la città e fu comunque amore a prima vista. Mai dimenticammo quel posto infatti 2 anni dopo ci ritornammo. Ripartiti ed arrivati dopo 1 ora di volo a Saigon nuovamente riuscimmo finalmente ad entrare senza alcun problema. Un fiume di biciclette e motorini strombazzanti si muoveva ovunque in tutte le direzioni senza meta precisa e senza alcuna regola stradale. L’odore particolare dell’oriente ti entrava nelle narici ma Saigon ha un odore particolare ne sgradevole ne gradevole insomma un qualcosa che ti accompagna per tutto il viaggio e rimane impregnato nei vestiti quando te ne ritorni in Italia. In questa caotica metropoli arriva gente da tutto il paese in cerca di fortuna o almeno di una vita decente. E il flusso continua, nonostante molti abbiano viste deluse le loro aspettative. Nella settimana che segue visitiamo l’ardito e intraprendente , Cho long, il fiorente quartiere cinese nel 5° distretto di Saigon, quartiere che non dorme mai, contattiamo scuole per poterci allenare, visitiamo ancora il Ben Thanh market centro di mercati della città, la pagoda di Gia Lam , la pagoda di Ngoc Hoa, il museo della Rivoluzione, Cu Chi una zona a 5 Km da Saigon che svolse una ruolo di primo piano nelle guerre contro i francesi e gli americani, grazie ai suoi 200 Km di gallerie sotterranee un tempo utilizzate dai guerriglieri comunisti. Purtroppo a causa dei vari ritardi non abbiamo potuto restare di più in questa città e per seguire il programma di viaggio e rimanere nei tempi previsti siamo partiti per Nha Trang città costiera e località marittima più pittoresca del Vietnam, è il posto ideale dove fare una sosta per rilassarsi e distendersi al sole. Li ci attendeva il Maestro Dong Vu caposcuola dello stile DONG VIET DAO. La sua scuola è famosa in tutto il Viet nam per lo stile dell’ubriaco e del combattimento. Nei giorni successivi ci siamo allenati molto, il tempo era poco e le cose da imparare moltissime, soprattutto lo studio del KI GONG, famosa energia interna. Il Maestro Dong Vu oltre che ad un bravissimo maestro di arti marziali è anche un bravissimo erborista, ci preparò infatti delle medicine per contusioni, botte, artrosi ecc… ottime per chi pratica sport che tuttora noi usiamo in palestra quando qualche allievo o noi stessi ci facciamo male. Purtroppo una settimana volò via velocemente e anche se stanchissimi la voglia di rimanere non ci mancava, ma i giorni di ferie a disposizione non potevano permetterci di rimanere un giorno di più, partimmo infatti con un volo per Saigon che ci avrebbe ospitato per un altro giorno prima della partenza definitiva per l’Italia. Ultimi acquisti, ultimi giri e purtroppo per me e Maurizio era arrivato il momento di partire. Il mio primo viaggio in Vietnam e spero non l’ultimo mi ha lasciato un grosso messaggio nel cuore e un grande vuoto che spero presto di riempire con un altro viaggio di ritorno in questo fantastico paese. Questo paese lascia sempre una grande nostalgia nel cuore di tutti quelli che lo visitano infatti quando il Vietnam aprì la porta al mondo, ben pochi conoscevano la straordinaria bellezza e l’affascinante cultura che si celava oltre la sua soglia. Ancora oggi, del resto, il nome Vietnam richiama inevitabilmente desolanti immagini di un paese devastato dalla guerra e situato in un punto non ben definito del Sudest asiatico. Immagini a lungo riproposte dalla stampa e dai grandi schermi e incise per sempre nella mente di coloro che si sono trovati coinvolti nel conflitto o che ne hanno subito le conseguenze. Ma solo al di là di tutto questo c’è il vero Vietnam, un paese unico e affascinante con una grande varietà fisica e culturale e una storia di ben 4.000 anni, tutta da raccontare. C.N. 1° Dang Marianna Bevilacqua |
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