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VIETNAM Cultura Tradizioni Le Scuole Marziali |
Vietnam 1993
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Ho iniziato la pratica delle Arti marziali in età fortuna arriva un pulmino con la guida turistica, e molto giovane e intraprendere un viaggio in oriente è sempre stato per me un sogno chiuso nel cassetto. Nel Luglio del 1993 apro quel cassetto grazie al maestro Bao Lan che decide di organizzare un Tour in Vietnam. Partiti dopo aver lasciato alle spalle i mille problemi di predisposizione del viaggio arriviamo finalmente a Saigon, con tanta voglia di imparare e vedere questo piccolo grande Paese. Il caldo torrido ci travolge non appena scesi dall’aereo e disbrigate le solite pratiche burocratiche ci apprestiamo ad affrontare la città. Lo scenario, indubbiamente è diverso da quello che viviamo ogni giorno in Italia, ci ritroviamo in mezzo ad una giungla di motorini, biciclette e cyclo che sbucano da ogni parte e si riversano nervosamente sulla strada, confuse dal viaggio e da questa alchimia di rumori, odori, colori per nostra fortuna arriva un pulmino con la guida turistica, e con mio grande piacere il maestro “Tho”. La settimana passata a Saigon ci impegna nella visita di musei, pagode, giardini, mercati, e del quartiere cinese “CHO LON”. In qualità di praticanti di arti marziali, al mattino di buonora, ci alleniamo ai giardini con una Maestra di TAI CHI (Man Nhi). L’atmosfera di questi primi allenamenti è particolare poiché ci ritroviamo all’aperto immersi nel verde tra numerosi altri praticanti vietnamiti , alcuni non più giovani, impegnati nelle diverse discipline (TAl CHI, KARATE, KUNG FU). Dopo Saigon partiamo all’insegna di NHA TRANG un grazioso paese che si affaccia sul Mar Pacifico che non manchiamo (curiosi come siamo) di visitare nei momenti di relax, riusciamo anche ad indossare i nostri “costumi” ed approdare alle vicine isole, caratteristiche per la loro vegetazione e fauna. Qui le nostre giornate “sportive” hanno inizio alle 5.30 e prevedono allenamenti di VVD sotto la guida del maestro Tho. È in questa occasione che riesco ad imparare un bellissimo Quyen con la lancia che mi regalerà, nel Maggio ‘94, il secondo posto alla Gara di forme con armi al Golden Drago Cup di Rimini. Durante il periodo passato a Nha Trang il Maestro Bao Lan riesce a stabilire un contatto con il Presidente delle Arti Marziali Vietnamite (Sig.ra Thanh) che con l’occasione ci presentò il Maestro VO SU DONG VU, della scuola DONG VIET DAO. Questo incontro (particolarmente importante per me) ci permette di visitare la palestra , ma soprattutto di allenarci con gli allievi e figli del Maestro. A coronamento di questa nuova “amicizia” abbiamo partecipato insieme agli allievi della scuola ad una dimostrazione, ed è stato per tutti un momento davvero speciale. Convinto dell’importanza di un prolungamento del soggiorno per l’approfondimento della mia preparazione ho deciso, d’accordo con il Maestro Bao Lan di organizzare un incontro con Dong Nghi (figlio del Maestro Dong Vu) per poter essere seguito nel periodo di Settembre quando la compagnia sarebbe rientrata in Italia. Alla partenza dei miei amici e del Maestro ho sentito crescere dentro di me una forte eccitazione dovuta sia alla voglia di vivere molto intensamente tutto quello che stava per accadermi, sia perché non avevo prima di allora avuto modo di “sbrigarrnela” da solo. Da Saigon sono riuscito a programmare il ritorno a NHA TRANG, ma per raggiungere l’aeroporto ho dovuto affidarmi ad un taxista un po’ “particolare”: a dire il vero non so cosa ho chiesto io, e cosa abbia capito lui fatto sta che all’indomani della mia partenza si è presentato con un motorino, sul quale sono salito io, lui e le mie valigie ! come potete ben immaginare il tragitto è stato piuttosto “avventuroso’. Nonostante questo piccolo imprevisto arrivai all’ appuntamento presso l’Hotel Maritane in perfetto orario (ore 16.30), il mio sollievo però durò poco perché orologio alla mano, i minuti passavano e pur scrutando l’orizzonte non vedevo giungere nessuno. Dopo circa 40 minuti di sudata attesa per mia fortuna arrivò Dong Nghi, gli consegnai la lettera del Maestro Bao Lan e dopo averla letta senza nessuno commento ci avviammo silenziosamente (sia io che lui conoscevamo poco la lingua inglese) a casa sua. Arrivati a destinazione Dong Nghi dopo avermi presentato la madre mi portò sul retro è inizio ad impartirmi le prime serie di combinazioni di Kickboxing. La palestra era uno spazio di circa 6/7 metri quadrati, cementata alla meno peggio con qualche chiodo sporgente, e fili da un lato all’altro usati per stendere la biancheria. Ero totalmente immerso in questa nuova dimensione, ma ben presto mi svegliai perché Don Nhgi si rivelò particolarmente severo e mi riprese talmente tante volte, da farmi dubitare su tutto quello che avevo fatto fino ad allora (devo ammettere che neanche il Maestro Bao Lan me ne ha dette tante in quattro anni di allenamento). Le mie giornate (compresi sabato e domenica) seguivano un piano di studio e allenamento articolato in due parti. Il mattino lo passavo con Dong Nhi alle 6 praticavo la Kickboxing, alle 10 dopo colazione lo seguivo durante le sue visite agli ammalati, in quanto studioso come il padre della medicina tradizionale (che comprende tecniche di massaggio, ed erboristeria). Successivamente ci recavamo al piccolo shop gestito dalla famiglia per dare il cambio alla madre e qui trascrivevo le nozioni mediche acquisite durante le nostre visite. Nel pomeriggio inforcata la bicicletta (8 Km su strada dissestata e sole a picco) raggiungevo la palestra del Maestro Dong Vu, ex fabbrica usata nel passato per l’essiccazione della canna da zucchero. Il caldo qui era soffocante , all’interno oltre ai sacchi di allenamento, le armi antiche, i guantoni e i caschetti si trovava, su un altare, un quadro che raffigurava i sette alti maestri (compresi il padre e il nonno del Maestro) fondatori della scuola Dong Viet Dao (scuola dell’Ovest) a loro, all’inizio e alla fine di ogni allenamento si porge un saluto inchinandosi e accendendo tre bastoncini d’incenso (non nascondo che questa pratica tradizionale rendeva l’atmosfera della palestra davvero magica). L’allenamento intervallato da puntatine al pozzo per rinfrescarmi e sorseggi di un liquore (rigenerante) offertomi dal Maestro, consisteva nell’esecuzione di molteplici chuyen luoc (tecniche di combattimento a vuoto) con l’ausilio dei pesi, studio del palmo d’acciaio, THIET SA CUONG, tecniche di massaggio e respirazione. L’allenamento terminava alle 7/8 di sera, ora in cui facevo ritorno all’albergo e aggiornavo il mio diario di “bordo”ogni giorno più gonfio. Normalmente le sere le passavo in compagnia dei miei nuovi amici girando per la città, oppure facevo lunghe passeggiate sulla spiaggia per meditare sul mio nuovo stile di vita. Gli ultimi giorni a Nha Trang sono sicuramente stati i più duri, sia perché il programma era oramai notevole, sia perché già sentivo che questo mondo mi sarebbe mancato molto e cosi tutte quelle persone che ho conosciuto e che mi hanno aiutato; all’inizio pensavo che la lingua sarebbe stata un problema ma quello che mi hanno trasmesso attraverso l’intensità degli sguardi e dei piccoli gesti quotidiani ha reso tutto più’ profondo e vero. La festa che il Maestro Dong Vu e gli altri istruttori hanno voluto dare per salutare la mia partenza, mi ha fatto sentire parte di una grande famiglia e spero di essere riuscito a ricambiare questa f iducia con l’impegno, la serietà la costanza dei miei allenamenti. La speranza è di far vivere e trasmettere l’esperienza umana e tecnica a tutti i miei amici del VVD e ai miei futuri allievi. Ottobre 1993 c. nera Maurizio Foschi
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