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TEORIA E FILOSOFIA |
THAP TU QUYEN
(le dieci lettere segrete) |
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Come ogni altra forma, Thap Tu si compone di due parti: la tecnica ed il suo significato. Il praticante che intende scoprire quest’ultimo, deve allenarsi costantemente sino alla sua totale comprensione, verificandone a piccoli passi, mediante una seria applicazione, la validità dei risultati progressivamente ottenuti. Così egli ha la possibilità di riuscire nell’interno; invece se il suo scopo è solo quello della conoscenza, allora questa forma non gli servirà molto. Questa forma ha lo scopo di preparare il praticante ad avere la capacità di difendersi più efficacemente dalle “aggressioni concrete” di uomini o animali, grazie all’allenamento ed alla applicazione delle dieci tecniche di combattimento (Chien Luoc), oppure dalle aggressioni di “avversri astratti (invisibili)” quali le difficoltà della vita, mediante lo studio e l’applicazione dei dieci principi strategici che essa nasconde ai praticanti più superficiali. Questi dieci principi, vengono definiti segreti, perché, in origine, non venivano rivelati ad alcuno. Solo ai discepoli che necessitavano di questo ulteriore stimolo per continuare la loro solitaria ricerca, oppure a coloro che erano quasi giunti alla meta e, oramai vicini alla scoperta, il Maestro rivelava loro il segreto, così da rendere infine più veloce ed appagante l’apprendimento; come la grande gioia provata da chi si accorge che sta piovendo dopo aver tanto atteso la pioggia. Lo sviluppo del VVD ci ha permesso di avere oggi un gruppo di Cinture Nere sempre più numeroso. Tutte loro conoscono da tempo questa forma, ma l’allenamento per scoprire la bellezza e riuscire poi a mettere in pratica i vari aspetti, richiede molto tempo. A volte, senza la guida del Maestro, non vi si riesce nemmeno. È per questo che, su invito del Maestro Viet e del Maestro Lan, mi permetto di dare qualche indicazione che possa essere di guida per i più volenterosi. Così chi avrà la fortuna di apprendere il significato di ciò che sarà accennato, potrà utilizzarlo nella vita per riuscire ad essere più utile a se stesso, alla società e al VVD, camminando nella Via secondo l’ideale della nostra arte marziale: “Essere forte per essere utile”. In realtà, queste dieci lettere, sono dieci principi tradizionali del popolo vietnamita. Più volte esse hanno rivelato la loro efficacia nella lotta contro gli evasori. Proseguo ora, con la loro elencazione fornendone qualche cenno di spiegazione.
Nella vita, per vivere bene, è meglio saper prevedere, poiché in tal modo siè in grado di sapere in anticipo se incontreremo delle agevolazioni o degli ostacoli e se i risultati saranno buoni o pessimi. Così potremo in un caso proseguire per la nostra strada cercando di aumentare gli effetti benefici, oppure nell’altro caso avremo la possibilità di evitare il peggio. Esempio : al termine di una preparazione per un esame, se conosco l’argomento e sono ben preparato, la consapevolezza di ciò aumenta la mia sicurezza e tranquillità, altrimenti cerco di rimandarlo per prepararmi meglio.
Conoscendo in anticipo quale effetto si incontrerà, si rende necessario un piano di attuazione.
Possedendo già un piano, è necessario che venga attuato in segreto altrimenti si potranno presentare molte più difficoltà Esempio: dovendo investire del denaro in un’attività lavorativa e volendo di evitare di essere contrastato, è meglio che non manifesti ad altri la mia intenzione se non alla chiusura del progetto.
Approfitta di tutte le risorse naturali della situazione per la realizzazione del piano. Esempio: durante la preparazione dell’esame, posso approfittare anche del tempo di attesa dei mezzi pubblici per ripassare ciò che ho studiato.
È necessario essere umili e modesti per accettare l’idea altrui. Talvolta, dopo una verifica, può risultare utile al piano, più della nostra.
Ciò che non risulta essere utile al piano, è meglio che venga evitato. Esempio: nonostante ci si sia accordati in precedenza per studiare insieme a qualcuno, se gli incontri risultano essere controproducenti, perché si litiga sempre, è meglio ritornare sulla decisione.
È necessario, per realizzare il piano, essere sempre attivi. Esempio: se il nostro compagno di studi non ha molta voglia di collaborare, dobbiamo intervenire stimolando ad un maggiore interesse.
Stabilita la necessità di affrontare il problema, è necessario un intervento immediato e deciso. Esempio: se il nostro compagno di studi non ha proprio voglia di studiare, piuttosto che rovinare l’esame, è meglio decidere di studiare da soli oppure cambiare compagno di studi; questo anche nonostante i ripensamenti ed eventuali inviti o promesse del nostro primo compagno.
Nel’affrontare qualsiasi tipo di problema, bisogna considerare che in caso di sconfitta, questa non deve risultare una disfatta. Esempio: in caso di un investimento economico devo fare in modo che, anche nella peggiore delle ipotesi, non rimanga privo di tutto.
Qualora il nostro piano venga scoperto e si noti l’intenzione di rovinarlo, pur mantenedo lo stesso obbiettivo, si rende necessaria la variazione del piano predeterminato. Nei continui combattimenti, in ogni circostanza della vita e soprattutto la dove è più aspra la tensione, se il combattente riuscirà ad applicare questi dieci principi, sue saranno la leggerezza, l’armonia, la calma e la saggezza. Auguro a tutti i praticanti di avere la fortuna di scoprire le meraviglie di questa importante chiave.
Maestro Dott. Nguyen Thien Chin |