|
|||||||||
|
9 Dicembre 2006 GINEVRA (Svizzera) Stage |
|
|
|
|
Sabato 09/12/2006 Aeroporto di Tessera – Venezia, un piccolo bagaglio a mano con poche cose…..un vo puch e tanta voglia di VVD. Inizia così una nuova avventura, destinazione GINEVRA. Occasione, il Maestro Foschi Maurizio è stato invitato dalla Federazione Viet Vo Dao Svizzera a tenere uno stage di Bastone ed al riguardo alla fine vi svelerò un piccolo particolare……..!
Il viaggio di andata è stato tranquillo nonostante il piccolissimo aereoplanino di una compagnia praticamente sconosciuta; l’accoglienza a bordo in compenso è stata a dir poco stupefacente; per tutto il viaggio siamo stati rifocillati di pasticcini, pizzette, tramezzini e bruschette. (un pensiero strano mi occupava la mente…..che non sia che se dobbiamo andar giù è meglio farlo a stomaco pieno?!!!). Arrivati a Ginevra, siamo stati accolti dal Maestro Serge Pralong che ci ha accompagnato subito in albergo e senza neppure darci il tempo di riporre le valigie in camera, via subito nel centro storico di Ginevra. Ginevra, la piccola Parigi Svizzera è una città piena di storia e cultura. Una piccola gemma situata tra le Alpi e il Giura, all’estremità sud-occidentale della Svizzera.
Ginevra si trova sulle rive dell’omonimo lago formato dal Rodano, nei pressi del confine francese, da cui dista pochi chilometri. La città è un attivissimo centro finanziario e politico, soprattutto perché ospita la sede europea dell’ONU e della Croce Rossa. Inoltre Ginevra è un’importante centro culturale, grazie alla presenza di un’antica e celebre università, in cui i giovani provenienti da tutta la confederazione e dalla vicina Francia si recano per studiare. Infine è un importante centro amministrativo, in quanto è il capoluogo dell’omonima regione, e industriale, soprattutto per la produzione dei celebri orologi svizzeri. Ginevra è una città multietnica (vi risiedono molti immigrati tra cui tanti nostri connazionali) e moderna.
Caso o fortuna in questo week-end, nel paese si festeggiava la vittoria di Ginevra sulle truppe Francesi, correva l’anno 1867; tantissima gente affollava la città e tra questa tantissima sfilava in abiti d’epoca, in armatura, con tamburi tamburelli e flauti, fermandosi qua e là dando spettacolo suonando musiche popolari ottocentesche o improvvisando duelli con spade e coltelli, ed ogni mezz’ora ….echeggiava nell’aria il tuono di un cannone.
La nostra passeggiata iniziava dal Parco dei Bastioni (Promenade des Bastions) dove si poteva ammirare il Muro della Riforma o fare un partita a scacchi con la scacchiera a grandezza naturale e dove ha sede l’Università, il Museo d’Arte e Storia, il Museo d’Arte Moderna. Risalendo poi le mura della città si arrivava al centro storico che si sviluppa nel punto in cui il lago defluisce nel Rodano ed è sicuramente la parte più interessante di Ginevra. Ci siamo addentrati nelle suggestive strade che si sviluppano intorno alla Cattedrale di St. Pierre, sicuramente l’edificio religioso più interessante della città. Con l’imponente Cattedrale e le caratteristiche vie lastricate, il centro di Ginevra si presentava come uno scrigno ricco di segreti. La casa più vecchia è la Maison Tavel, sede del Museo d’Arte e Storia.
Giunta l’ora di cena accompagnati sempre dall’impareggiabile Maestro Serge Pralong con due suoi fedeli allievi, siamo andati a mangiare una pizza per continuare subito dopo nel nostro piccolo itinerario turistico. Spostandoci con la macchina abbiamo potuto visitare anche i luoghi limitrofi al centro storico, come la sede dell’ONU e della Croce Rossa, lo scorcio a dir poco romantico della vista del lago da un vicino colle e poi ancora a scorazzare per le strade di Ginevra finchè non è arrivato il momento di dedicare a noi villeggianti un meritato riposo.
L’indomani mattina, svegli di buon ‘ora, dopo un’abbondante colazione ci siamo recati al palazzetto per iniziare lo Stage di Bastone. È stato uno stage interessante; è stato bello vedere tanti allievi seguire entusiasti la lezione svolta dal Maestro Foschi ed è stato un piacere vedere il Maestro Foschi destreggiarsi nell’insegnamento considerando il fatto che gli allievi erano di un’altra nazionalità; ma come di sovente si dice il VVD unisce le persone e quando c’è la passione non c’è lingua che tenga!!. Lo Stage si è protratto fino al pomeriggio e sebbene il tempo non fosse molto, il programma svolto aveva sicuramente soddisfatto i partecipanti, insegnando loro un Quyen e la sua applicazione.
Alla fine, dopo gli immancabili saluti di rito con lo scambio di diplomi e le fotografie di gruppo, i nostri instancabili accompagnatori erano già pronti per portarci in città per assistere, per le vie del centro, al corteo delle varie contrade di Ginevra con la banda musicale, cavalieri con grandi destrieri, soldati, lance e cannoni, uno spettacolo che meritava di essere visto assolutamente. Non vi è da dimenticare che in tutto questo scenario non mancavano per le piazze mercatini di ogni genere e cosa, e molto importante ad ogni vicolo BRULE’ a go go! Il nostro soggiorno stava per concludersi, il giorno stava lasciando il posto alla sera ma ci aspettava ancora una simpatica sorpresa; l’invito a cena del Maestro Serge Pralong.
Un piccolo appartamento nella piccolissima periferia arredato con gusto dove ogni angolo rispecchiava la personalità del Maestro, l’amore per la cultura, per l’eleganza dell’Arte e perché no anche per la stravaganza e come posso dire io da “buon geometra”, un posto “coccolo”. Per non parlare poi della cena che più di una cena è stato un cenone dove la simpaticissima signora “Pralong” ci ha deliziato il palato facendoci conoscere le specialità culinarie Ginevrine…..SLURP! Lunedì 11/12/2006; all’aeroporto di Ginevra aspettano due turisti italiani pronti per ritornare all’ovile!!!! Il tempo trascorso a Ginevra stava ormai scadendo e questa è stata una delle più belle esperienze vissute sia come persona che come praticante di VVD.
Oltre all’apprendimento era nata una nuova amicizia, un sincero rapporto di stima e cordialità in un clima di serenità, di serietà e divertimento. Ancora una volta mi è stata concessa l’opportunità di capire lo scopo di un’arte marziale; che al di là della tecnica ci insegna ad esprimere noi stessi in relazione con gli altri. Anche questa esperienza era fatta: fra piccole fatiche, nuove scoperte e tanta nostalgia, si ritornava alla vita quotidiana. Poche ore, ma tanto da ricordare e sicuramente anche questo vuol dire Vivere il Viet Vo Dao.
……………..HEI NON E’ FINITO…………………….
Come anticipato all’inizio di questo articolo, volevo raccontarvi un piccolo particolare. Da quando ho iniziato a praticare il VVD sono sempre stato convinto che il destino di chi vuole essere “guerriero” è quello di seguire il proprio Maestro. La devozione è un elemento fondamentale nell’arte marziale perché il cammino è lungo e ciò che viene trasmesso deve essere considerato un dono. Ho cercato di seguire il mio Maestro per quanto mi è stato possibile, ogni qualvolta si rendesse necessario, imparando, capendo e vivendo l’Arte Marziale.
Praticamente una CAVIA UMANA dove il Maestro può far vedere l’efficacia di una tecnica; questa occasione però era speciale per la prima volta il Maestro Foschi era investito dalla responsabilità di insegnare in un Paese straniero. Stava iniziando un cammino per lui nuovo; un percorso che lo porterà a diventare un Maestro Internazionale……..e scusate se è poco!! ED IO ERA LA’! …… e in quel preciso momento anche io stavo diventando una CAVIA INTERNAZIONALE!!!!!!!! Istrutt. c.n.2° Dang Denis Piovesan
|