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Ci siamo... per me e i miei compagni d’allenamento è giunto il tanto
sognato momento di diventare Cintura Nera.
Mi guardo indietro e ripenso a quando ho iniziato a praticare il Viet Vo
Dao... sono sempre stato appassionato di Arti Marziali e mi sono
avvicinato all’Arte Marziale vietnamita grazie all’amico Arturo, che, già
praticante a Padova, mi ha indicato il centro “Tinh Vo Mon” come quello
che faceva per me.
Sono andato in palestra, ho parlato col Maestro Maurizio “Bao Minh”
Foschi, ho assistito ad un allenamento, ho provato, me ne sono innamorato
ed ho dato inizio alla mia avventura.
All’inizio gli allievi più anziani mi sembravano degli extraterrestri e mi
chiedevo se mai fossi riuscito a raggiungere tale livello tecnico; poi ho
capito che, al di là della predisposizione personale all’Arte Marziale, ci
vogliono passione, impegno, tenacia, costanza, pazienza e umiltà, un mix
di caratteristiche necessarie per praticare con successo e poter capire la
vera essenza dell’Arte Marziale, che per questo è anche considerata Arte
di Vita.
Fin qui il cammino è stato duro, ma ricco di soddisfazioni, perchè tutto
ciò che ottieni è solo grazie a te stesso; è l’allievo che deve superare
tutte le prove e le difficoltà che incontra e niente viene regalato, tutto
deve essere guadagnato, superando esami, affrontando sfide nelle gare e
partecipando ad esibizioni in pubblico, tutti appuntamenti questi che
fanno crescere l’allievo sia dal punto di vista tecnico che
psico-caratteriale.
Nel nostro Centro è molto sentita l’unione tra gli allievi, anche di grado
diverso, che è molto d’aiuto per sostenersi a vicenda e darsi fiducia e
coraggio quando c’è una qualche difficoltà da dover superare, e questo è
sempre stato apprezzato in noi ed ha effettivamente aiutato al
raggiungimento di ottimi risultati.
Ci siamo! dunque, il giorno dell’esame... io, Rosanna, Roberta e
Stefania... tensione, concentrazione, sostegno reciproco, si respira un
clima da giorno della verità e via!, l’esame comincia!
Prima prova, la teoria: uno scritto e due orali su tutto il programma fin
qui studiato: storia del Viet Vo Dao, ovvero del Viet Nam, la sua
filosofia, che trae origine dal taoismo (leggi dell’universo e Bat Quai) e
concetti su cui si basa la medicina tradizionale orientale (agopuntura,
Shiatsu, ecc.), quali la Legge dei 5 Elementi, i meridiani, l’energia
interna e la respirazione.
Tutto ciò non deve essere visto come un’imposizione, ovvero non vi devi
aderire, bensì viene studiato per capire l’origine e lo spirito del Viet
Vo Dao, che non è uno sport da combattimento, ma un’antica Arte Marziale
tradizionale, legata quindi alla cultura di un intero popolo.
E veniamo alla prova pratica: si comincia a rompere il ghiaccio con
l’esecuzione delle tecniche fondamentali e delle tecniche di combattimento
(Chien Luoc), per poi passare all’esecuzione di un quyen (Thap Tu Quyen) e
due combattimenti tradizionali simulati, di cui uno a mani nude (Song
Luyen Mot) e uno che prevede tecniche di difesa da coltello (Song Luyen
Dao).
Rimangono infine combattimento libero, dove due allievi si affrontano
senza protezioni, applicando tecniche light, ovvero senza l’affondo dei
colpi e infine le rotture: si tratta di una sorta di prova del nove:
l’allievo deve rompere con calcio o pugno o gomito delle tavolette di
legno (abete) dello spessore di 2 cm. (donne) o 2,5 cm. (uomini); solo con
un colpo tecnicamente corretto le tavolette si romperanno...
Ed è finito! L’esame è andato bene, tutte le prove superate ed il tutto
sarà ufficializzato e festeggiato il giorno seguente: ogni anno, in questo
periodo, si festeggia l’imperatore Hung Vuong I°, considerato il fondatore
del Viet Nam e creatore del Viet Vo Dao (2879 a.C.), con una cerimonia
presieduta dai maestri vietnamiti Nguyen Van Viet, Bao Lan e Nguyen Thien
Chin; in questo contesto si è svolto il giuramento delle neo-Cinture Nere,
preceduto da gare di Quyen a squadre e di Song Luyen (combattimento
tradizionale simulato) in onore dell’imperatore fondatore ed infine, per
allietare il numeroso pubblico, è stata organizzata una esibizione, dove
ogni scuola ha mostrato il meglio di se.
E’ finita, il week-end si è concluso con la realizzazione di un sogno, ma
arrivato qui, ogni praticante che abbia compreso l’essenza dell’Arte
Marziale, capisce che la Cintura Nera non è un traguardo, bensì un punto
di partenza da cui iniziare ad imparare tecniche superiori, ma soprattutto
a capirne la vera essenza, rivestendo l’importante e delicato ruolo di
esempio coerente per gli allievi più giovani, e di carismatici trainatori
di una così affascinante, pura ed appassionante Arte Marziale qual’è il
Viet Vo Dao.
C.N. Alessandro Gaddoni
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